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LINFOMA DI HODGKIN

DEFINIZIONE

Linfoma maligno caratterizzato dalla proliferaziione di cellule neoplastiche (cellule di Hodgkin, cellule di Reed-Sternberg) associate a una componente cellulare, spesso polimorfa, considerata di tipo reattivo. Attualmente si ritiene che la maggior parte delle cellule neoplastiche derivi da elementi linfoidi B del centro germinativo.

EZIOPATOGENESI e EPIDEMIOLOGIA

Nella genesi della malattia è stato attribuito un ruolo a fattori infettivi, in particolare al virus di Epstein-Barr, in passato è stato posto in correlazione con l’esposizione a sostanze chimiche (pesticidi, erbicidi), alla lavorazione del legno.
Incidenza: 5-7 pazienti/100000 persone/anno, età media: 26-31 anni, seguito da un secondo picco dopo i 60 anni. Colpisce maggiormente i soggetti di sesso maschile.

SINTOMATOLOGIA

Perdita di peso, sudorazione, prurito, febbre sono i sintomi più comuni con cui la malattia si manofesta.
Interessamento linfonodale superficiale e profondo. Esordio clinico a livello latero-cervicale, ascellare, inguinale. Diffusione per contiguità linfatica. Epato-splenomegalia. Coinvolgimento di orgnani extralinfatici per infiltrazione diretta o per via ematogena (polmoni, tratto gastroenterico, rene, cute, SNC, midollo osseo). Possibili sintomi da anemia

PERCORSO DIAGNOSTICO

Esame obiettivo completo
Esami da sangue periferico: esame emocromocitometrico, funzionalità renale ed epatica, elettroforesi sieroproteica, sideremia, uricemia, VES, cupremia, fibrinogemia.
Esami invasivi: biopsia linfonodale ed osteomidollare per esame istologico.
Esami strumentali: TAC total body con mezzo di contrasto, PET, eventualmente esame ecografico.

DIAGNOSI

Esami da sangue periferico: talora eosinofilia, raramente si osservano anemia e leucocitosi.
Istologia da midollo osseo e da biopsia linfonodale: individuazione del tipo di linfoma di Hodgkin e del grado di infiltrazione midollare.
Esami strumentali: determinazione dell’estensione della malattia nelle sedi indagate.

CLASSIFICAZIONE
Secondo la classificazione REAL, WHO:
Prevalenza linfocitaria nodulare
Forma classica: sclerosi nodulare, cellularità mista, deplezione linfocitaria, lymphocyte-rich

PROGNOSI
Distinguibili quattro stadi in rapporto alla diffusione della malattia (Ann Arbor 1971)
Classificazione di Costwolds
Score prognostico internazionale (Hasenclever e Diehl 1998) per i pazienti con malattia in fase avanzata, basato su sette parametri, al fine di predire la probabilità di progressione della malattia.

TERAPIA

IDiversificata a seconda dello stadio clinico:
stadi iniziali: radioterapia, chemioterapia + radioterapia
stadi avanzati: chemioterapia ± radioterapia
regimi standard di chemioterapia: ABVD, MOPP o ibridi ABVD/MOPP
regimi non tradizionali di chemioterapia: Stanford V, BEACOPP
Intensificazione del trattamento in casi selezionati con trapianto di cellule staminali autologhe

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