DEFINIZIONE
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Eterogeneo gruppo
di neoplasie maligne di derivazione linfocitaria. Nella maggior
parte dei casi il quadro clinico è caratterizzato dal coinvolgimento
dellapparato linfoghiandolare. I linfomi non Hodgkin comprendono
quadri patologici differenti per caratteristiche istopatologiche,
immunofenotipiche e genotipiche, di conseguenza il quadro clinico
che ne deriva appare molto diversificato, a seconda delle proprietà
biologiche e citologiche della cellula patologica da cui origina
la malattia.
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EZIOPATOGENESI
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Nella maggior
parte dei casi leziologia è sconosciuta. In alcune
forme è stato ipotizzato un ruolo patogenetico di:
agenti infettivi: EBV nel linfoma di Burkitt, nei linfomi associati
ad HIV, nei linfomi insorti dopo trapianto dorgano o midollo
osseo; HTLV-1 nella leucemia/linfoma a cellule T delladulto;
Helicabacter pylori nel linfoma gastrico tipo MALT; HHV-6 nel linfoma
angioimmunoblastico; HHV-8 nel body cavity linphoma, nella malattia
di Castleman, nel linfoma angioimmunoblastico; infezioni batteriche
nel linfoma intestinale.
radiazioni ionizzanti
sostanze tossiche (pesticidi, erbicidi, insetticidi, solventi organici)
prolungata esposizione a luce solare
deficienza del sistema immunitario (da HIV, da farmaci immunosoppressori,
immunodeficienze congenite)
predisposizione genetica: incidenza nettamente aumentata in alcune
famiglie
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INCIDENZA
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In aumento nei
paesi occidentali a sviluppo industriale. Incidenza aumenta con
letà. 3-5% di tutte le neoplasie maligne. Per alcune
forme esistono aree endemiche: Africa per il linfoma di Burkitt,
Giappone e Caraibi per il linfoma/leucemia a cellule T delladulto,
Medio Oriente per il linfoma dellintestino tenue.
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SINTOMATOLOGIA
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Adenopatie superficiali
e/o profonde, spesso asimmetriche. Coinvolgimento delle strutture
linfatiche delle prime vie aeree (20-30%), spesso associate a localizzazione
gastroenteriche e del testicolo. Epatosplenomegalia. Linfocitosi.
Localizzazione midollare. Localizzazioni extralinfoghiandolari più
frequenti: stomaco, polmone, pleura, peritoneo, rene, ossa, cuore,
pericardio, meningi, testicolo, cute.
Sintomi sistemici (astenia, calo ponderale, febbre) più frequenti
nei linfomi ad alto grado, spesso associati a manifestazioni dorgano
relative alle sedi coinvolte.
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PERCORSO
DIAGNOSTICO
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Esame obiettivo
completo
Esami da sangue periferico: esame emocromocitometrico, morfologia
da striscio di sangue periferico, immunofenotipo su sangue periferico,
funzionalità epatica, elettroforesi sieroproteica, valutazione
nefelometrica delle immunoglobuline.
Esami invasivi: mieloaspirato midollare per esame citologico, immunofenotipo,
cariotipo; biopsia osteomidollare per esame istologico. Biopsia
per esame istologico, immunofenotipico, biomolecolare e citogenetico
del tessuto patologico (linfonodo o sede extralinfonodale).
Esami strumentali: TAC, PET, oltre ad eventuali indagini ritenute
necessarie in base alla sintomatologia.
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DIAGNOSI
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Esami
da sangue periferico: in alcuni casi anemia. Linfocitosi nei casi
leucemizzati. Valutazione b2-microglobulina, ferritina, LDH.
Citologia e istologia da midollo osseo e tessuto patologico: valutazione
del tipo di infiltrato e delle caratteristiche delle cellule che lo
costituiscono.
Immunofenotipo: caratterizzazione cellule patologiche in base allespressione
di antigene di superficie.
Cariotipo: alcuni linfomi si associano in maniera caratteristica ad
alterazioni citogenetiche clonali: t(14;18) e linfoma del centro follicolare,
t(8;14) e linfoma di Burkitt, t(11;14) e linfoma mantellare, t(2;5)
e linfoma anaplastico a grandi cellule CD30+.
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STADIAZIONE
e PROGNOSI
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Distinguibili
quattro stadi clinici in rapporto alla diffusione della malattia (Ann
Arbor 1971). Il 70% dei pazienti esordisce in stadio elevato (III
e IV). La prognosi dipende dallistotipo, dallo stadio clinico
(in minor misura), dalla presenza di gravi complicazioni e dalle modalità
di risposta alla terapia. Indice prognostico internazionale (IPI)
basato su caratteristiche clinico-laboratoristiche della malattia
e del paziente stratifica i pazienti in gruppi a basso, basso-intermedio,
alto-intermedio, alto rischio.
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TERAPIA
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diversificata
in funzione del grado di malignità istologica, degli indici
prognostici (IPI) e delle caratteristiche del linfoma , in minor
misura dello stadio clinico.
Istotipo favorevole: nessuna terapia, radioterapia, chemioterapia,
interferon-a.
Istotipo sfavorevole: schemi polichemioterapici, associati allutilizzo
di anticorpi monoclonali, radioterapia in casi selezionati.
Intensificazione delle cure con trapianto autologo o allogenico
di midollo osseo in casi selezionati
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