DEFINIZIONE
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Malattia tumorale
ad elettiva localizzazione nel midollo osseo, caratterizzata dalla
proliferazione di un singolo clone di plasmacellule, in grado di
produrre nella maggior parte dei casi elevate quantità di
unimmunoglobulina (componente monoclonale) rilevabile allelettroforesi
serica e/o urinaria. Rari casi non secernenti.
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EZIOPATOGENESI
e EPIDEMOLOGIA
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Leziologia
è sconosciuta. Tra le concause più accreditate: esposizione
a radiazioni ionizzanti (radiologi, aree colpite da esplosioni nucleari)
o sostanze chimiche (benzene, asbesto, lucite), predisposizione
familiare, stimolazione antigenica protratta. In incremento nellultimo
trentennio
Incidenza: 2-4 pazienti/100000 persone x anno, età media
superiore a 50 anni. In aumento, anche se ancora rari, i casi a
esordio giovanile. Colpisce in egual misura i due sessi. Nelle statistiche
statunitensi prevalenza superiore nella razza nera rispetto a caucasica.
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SINTOMATOLOGIA
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Sintomi correlati
allinfiltrazione di organi e tessuti ad opera delle cellule
patologiche e alleccessiva produzione di immunoglobuline monoclonali:
Dolori ossei, soprattutto a carico dello scheletro assile. Infezioni
(20% pazienti) per deficit dellimmunità umorale, e,
in un secondo tempo, cellulare e legata allinfiltrazione midollare.
Insufficienza renale (30% pazienti) a lenta evoluzione. Sindrome
da iperviscosità (5-10% pazienti), legata alla presenza nel
sangue dellimmunoglobulina abnorme. Meno frequenti : alterazioni
dellemostasi (accentuata tendenza al sanguinamento), manifestazioni
neurologiche (disturbi del sensorio, dolori nevritici, deficit motori
e sensitivi secondari a compressioni radicolari), amiloidosi (5%
pazienti).
Possibili sintomi da anemia e/o piastrinopenia
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PERCORSO
DIAGNOSTICO
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Esame obiettivo
completo
Parametri di laboratorio: esame emocromocitometrico (anemia). Elettroforesi
sieroproteica (componente monoclonale 90% casi, soprattutto IgG,
IgA meno frequentemente; ipogammaglobulinemia policlonale). Nel
10% dei casi il mieloma multiplo è di tipo micromolecolare,
quindi non si rileva la componente monoclonale allelettroforesi
sierica, ma solo allelettroforesi urinaria.
Immunofissazione sierica e urinaria: determinazione del tipo di
componente monoclonale e delle catene leggere eliminate nelle urine.
Altri esami da sangue periferico: ipercalcemia (30%), iperuricemia
(40%), aumento della viscosità plasmatica, beta-2-microglobulinemia.
Proteinuria di Bence-Jones (70%).
Esami invasivi: aspirato di midollo osseo e biopsia osteomidollare
per:
- esame citologico (plasmacellule >10%)
- esame istologico
- immunofenotipo (metodica meno conclusiva delle altre ai fini diagnostici):
CD38+ Pca1+, CD137+
- citogenetica (tradizionale e FISH): alterazioni presenti nel 30-50%
dei casi. Le più frequenti sono a carico del cromosoma 14
(t(11;14), t(14;16), t(4;14), t(2;8), t(8;22), monosomia 13.
Esami strumentali: radiografia standard dello scheletro in toto,
eventualmente risonanza magnetica, scintigrafia ossea meno sensibile
dei radiogrammi standard per la determinazione delle lesioni litiche.
Studio TAC e PET in alcuni casi selezionati.
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DIAGNOSI
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Criteri diagnostici
secondo Durie: 1 maggiore + 1 minore/ 3 criteri minori.
Criteri maggiori:
- diagnosi istologica di plasmocitoma alla biopsia dellosso
o di tessuti molli
infiltrazione plasmacellulare midollare>30%
componente monoclonale: IgG>3.5 g/dl, IgA>2 g/dl, Bence-Jones>1
g/24h
catene k o l>1 g/24h
Criteri minori:
infiltrazione midollare plasmacellulare 10-30%
componente monoclonale: IgG<3.5 g/dl, IgA<2 g/dl, Bence-Jones<1
g/24h
lesioni osteolitiche
soppressione delle immunoglobuline policlonali (IgG<600 mg/dl,
IgA<100 mg/dl, IgM<50 mg/dl)
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VARIANTI
CLINICHE
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Mieloma micromolecolare: manca la componente monoclonale, presente
invece la proteinuria di Bence-Jones. Le plasmacellule reagiscono
solamente con antisieri anticatene leggere k o l.
Mieloma non secernente: le plasmacellule non producono alcuna catena
immunoglobulinica. La diagnosi è possibile solo con la determinazione
dellinfiltrato plasmacellulare midollare. In genere si osserva
una marcata riduzione delle immunoglobuline policlonali.
Plasmocitoma solitario dellosso o extramidollare: il midollo
osseo non è coinvolto, la malattia si localizza a livello di
un solo segmento osseo o un organo extramidollare (apparato respiratorio,
rene, intestino, organi linfatici), di norma il picco monoclonale
è modesto o assente.
Leucemia plasmacellulare (rara): plasmacellule nel sangue periferico>15%
dei globuli bianchi. Esordio più frequente in età giovanile.
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STADIAZIONE
e PROGNOSI
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Classificazione
degli stadi secondo Durie e Salmon: stadio I-II-III in funzione del
grado di anemia, livelli calcemia, presenza e numero di lesioni litiche,
quantità della componente monoclonale allelettroforesi
proteica. Inoltre allinterno degli stadi I-II-III si distingue
la presenza (B) e lassenza (B) di insufficienza renale.
Prognosi variabile, sopravvivenza media circa 20-60 mesi in funzione
dello stadio clinico. Influenzano negativamente la prognosi diversi
parametri clinici e di laboratorio:età avanzata, insufficienza
renale, ipercalcemia, incremento beta-2-microglobulina, alto indice
di marcatura delle plasmacellule, refrattarietà alla chemioterapia.
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TERAPIA
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pazienti con
età < 65 anni: polichemioterapia secondo lo schema DAV,
seguita da raccolta delle cellule staminali periferiche circolanti
e doppio
autotrapianto di midollo.
pazienti di età > 65 anni e pazienti non eleggibili per
autotrapianto: melfalan + steroidi per os.
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