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GAMMOPATIE MONOCLONALI DI INCERTO SIGNIFICATO (MGUS)

DEFINIZIONE

Alterazione di laboratorio caratterizzata dalla presenza del sangue di un’immunoglobulina monoclonale (componente monoclonale), rilevabile al tracciato elettroforetico delle proteine sieriche. Espressione dell’iniziale proliferazione clonale di un ristretto gruppo di plasmacellule a livello del midollo osseo.

EZIOPATOGENESI e EPIDEMOLOGIA

L’eziologia è sconosciuta. Probabilmente esiste una predisposizione familiare.
Incidenza: 1% della popolazione sopra i 50 anni, 3-4% negli ultrasettantenni. Rari casi a esordio giovanile. Colpisce in egual misura i due sessi.

SINTOMATOLOGIA

Riscontro occasionale di componente monoclonale all’elettroforesi serica. E’ un’alterazione di un dato di laboratorio, non una malattia, pertanto non esistono sintomi associati al disturbo.

PERCORSO DIAGNOSTICO

Parametri di laboratorio: esame emocromocitometrico. Elettroforesi sieroproteica (componente monoclonale soprattutto IgG, IgA).
Immunofissazione sierica e urinaria: determinazione del tipo di componente monoclonale e delle catene leggere eliminate nelle urine.
Esami invasivi: aspirato di midollo osseo e biopsia osteomidollare non sempre necessari per formulare la diagnosi per:
Esame citologico (plasmacellule <10%)
esame istologico

DIAGNOSI

componente monoclonale: IgG<3 g/dl, IgA<1.5 g/dl, proteinuria di Bence-Jones assente
infiltrazione midollare plasmacellulare inferiore al 10% della cellularità totale
assenza di anemia, lesioni ossee litiche

PROGNOSI
L’evoluzione in mieloma multiplo è possibile in una percentuale di casi che varia in funzione del periodo di osservazione (10% a 10 anni, 20% a 20 anni), e avviene in un arco di tempo variabile da mesi ad anni (mediamente 10 anni circa). Il rischio di progressione verso la malattia (mieloma multiplo, nella maggior parte dei casi) è in funzione con la quantità di proteina monoclonale riscontrata alla diagnosi. Solo nel 5% dei casi il picco tende a ridursi o a scomparire nel tempo.

FOLLOW UP
All’esordio (I anno) il paziente deve eseguire esami di laboratorio periodici (ogni 3-4 mesi) per valutare la non evolutività del disturbo, in seguito i controlli si diradano fino ad una frequenza annuale.

TERAPIA

Non esiste, né si rende necessaria alcuna terapia. Nel caso di evoluzione in mieloma multiplo, valgono i criteri e gli schemi di trattamento indicati nella scheda relativa.

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