DEFINIZIONE
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Malattia autoimmune
in cui le piastrine sensibilizzate da autoanticorpi (in genere IgG)
sono rimosse dal circolo dal sistema reticolo-endoteliale, con piastrinopenia
nel sangue periferico
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EZIOPATOGENESI
e EPIDEMOLOGIA
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Nei bambini:
insorgenza in genere correlata ad infezioni virali e vaccinazioni;
spesso transitoria, con remissione spontanea entro 6 mesi; nel 10-20%
dei casi la piastrinopenia dura oltre 6 mesi (forma cronica) con
possibile remissione dopo un anno in circa un 1/3 dei casi. Negli
adulti (in genere forma cronica) lITP spesso è idiopatica
e non ha remissione spontanea. Leziologia è sconosciuta
ed il decorso clinico variabile e non prevedibile. E la causa
più comune di piastrinopenia isolata con rapporto M/F di
3 a 4. Lincidenza (adulti e bambini complessivamente) varia
tra 1 e 12 casi/100.000 soggetti per anno. Negli USA lincidenza
della forma cronica negli adulti è 5,8-6,6 nuovi casi per
100.000/soggetti per anno.
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ANATOMIA
PATOLOGICA
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La milza è
lorgano con le alterazioni anatomopatologiche principali.
Normalmente non si osserva splenomegalia. A livello microscopico
si osservano nel parenchima splenico macrofagi con inclusioni lipidiche
ed immunoglobuline, come segno della distruzione piastrinica splenica.
Nel midollo osseo la matrice megacariocitaria è normale o
aumentata.
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SINTOMATOLOGIA
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Emorragie cutanee
e mucose ma spesso è asintomatica (in genere con valori di
piastrine >30-50 x 109/L). Emorragie maggiori allesordio
sono rare. Non splenomegalia né adenomegalie. Nella maggior
parte dei pazienti adulti lITP ha decorso benigno Lentità
del sanguinamento dipende dal numero delle piastrine con rischio
elevato quando le piastrine sono < 10 x 109/L. . La mortalità
sia per emorragie che per infezioni è aumentata di 4 volte
ed è direttamente correlata alletà a alla durata
della piastrinopenia
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PERCORSO
DIAGNOSTICO
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Esame obiettivo
completo.
Esami da sangue periferico: esame emocromocitometrico (piastrinopenia
di grado variabile, non sempre correlata con lentità
delle manifestazioni emorragiche; anemia ipocromica-iposideremica
a seguito delle ripetute emorragie). Tempo di sanguinamento alterato.
Tempo emocoagulatori normali, fattori della coagulazione normali.
Riscontro spesso positivo di anticorpi antipiastrinici nel siero
o adesi alle piastrine (PAIgG). Durata di vita media piastrinica
ridotta.
Aspirato midollare per esame citologico: non è specifico,
è indicato solo se sono presenti elementi atipici nel sangue
periferico e nei in pazienti di età maggiore di 60 anni per
escludere una sindrome mielodisplastica.
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DIAGNOSI
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Criteri diagnostici:
- piastrinopenia isolata o con anemia iposideremica
- esame clinico: normale escludendo le manifestazioni emorragiche
correlate alla piastrinopenia, in assenza di linfoadenopatie e/o splenomegalia
- esclusione di altre cause di piastrinopenia
- iperplasia della componente megacariocitaria midollare, senza note
patologiche delle altre filiere emopoietiche
- ridotta sopravvivenza piastrinica, in genere lesame non è
necessario per la diagnosi.
- positività degli anticorpi antipiastrine (coadiuvante per
la diagnosi, ma non diagnostico in assoluto)
- risposta al trattamento con corticosteroidi, dopo splenectomia,
con immunoglobuline e.v.
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VARIANTI
CLINICHE
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IForma acuta:
auto-limitantesi, frequente nel bambino
Forma cronica: remissing-relapsing, frequente. I pazienti non rispondono
al trattamento standard o richiedono dosi elevate di per mantenere
un numero di piastrine compatibile con assenza di emorragie spontanee
(piastrine >30-50 x 109/L).
Compensated thrombocytolytic state: condizione di compenso tra piastrinolisi
periferica e piastrinogenesi, frequente nelle remissioni della forma
cronica
Forma in gravidanza (10% di tutte le gravidanze): Non è associata
ad un aumento rischio emorragico materno/fetale e non richiede terapia
specifica ma solo osservazione. Può indurre la malattia neonatale
per passaggio transplacentare degli anticorpi antipiastrine.
Forma associata allinfezione da HIV.
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PROGNOSI
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Nelle forme
acute dall80 al 95% dei casi si assiste a guarigione spontanea.
Nelle forme croniche la guarigione spontanea è molto rara.
La prognosi quoad vitam è influenzata dalla sede e dallentità
delle manifestazioni emorragiche, che possono determinare lesito
se inarrestabili e localizzate al sistema nervoso centrale, al tubo
digerente, allutero.
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TERAPIA
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Lobbiettivo
principale della terapia è la prevenzione delle emorragie.
La terapia è indicata nei pazienti, anche se asintomatici,
con piastrine < 20 x 109/L, con emorragie cutanee e mucose significative
indipendentemente dal numero delle piastrine e nei pazienti ad elevato
rischio emorragico con piastrine < 50 x 109/L.
Terapia locale delle manifestazioni emorragiche.
Terapia trasfusionale sostitutiva solo per emorragie massive e rischio
di morte.
Plasmaferesi nelle forme gravi e refrattarie alla terapia, beneficio
parziale e transitorio.
Forma acuta: corticosteroidi ad alte dosi.
Forma cronica: corticosteroidoterapia.
La splenectomia è il solo trattamento che induce una remissione
completa e duratura nella maggior parte dei pazienti.
Terapia immunosoppressiva nei casi di insuccesso.
Immunoglobuline ev a dosi elevate pre-intervento chirurgico e preparto
o nei casi con emorragie e severa piastrinopenia alla diagnosi (<20000/mmc).
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