DEFINIZIONE
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Disordine clonale
neoplastico che origina dai progenitori linfoidi nel midollo, nel
timo, nei linfonodi.
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EZIOPATOGENESI
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Sconosciuta.
Alcune patologie sono strettamente associate allo sviluppo della
leucemia linfoblastica (sindrome di Fanconi, sindrome di Bloom,
atassia-teleangectasia). Il rischio è aumentato nei soggetti
esposti a sostanza chimiche (ex. Benzolo) o precedentemente trattati
con citostatici. In alcuni rari casi è documentata uneziologia
virale (HTLV-1 in leucemia/linfoma a cellule T delladulto).
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SINTOMATOLOGIA
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Astenia, pallore,
dolori ossei. Linfoadenopatie, epatosplenomegalia, talora impegno
mediastinico, interessamento meningeo (7-10% allesordio)
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PERCORSO
DIAGNOSTICO
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Esame obiettivo
completo
Esami da sangue periferico: esame emocromocitometrico, morfologia
da striscio di sangue periferico, livelli LDH, uricemia, calcemia,
funzionalità epato-renale
Esami invasivi: mieloaspirato midollare per esame citologico, cariotipo,
immunofenotipo, biologia molecolare; puntura lombare per escludere
localizzazioni al sistema nervoso centrale; biopsia osteomidollare
in caso di punctio sicca allaspirato midollare.
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DIAGNOSI
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CClassificazione
FAB: basata su caratteristiche morfologiche del nucleo e del citoplasma
dei blasti: L1-L2-L3.
Definizione immunofenotipica: differenzia le leucemie linfoblastiche
in base allo stipite di appartenenza dei blasti (B 80%, T 20%),
e permette di individuare la derivazione della leucemia da vari
stadi ontogenetici della differenziazione cellulare.
Definizione citogenetica: numerosi cromosomi sono coinvolti nelle
alterazioni citogenetiche delle leucemie linfoblastiche, alcuni
di questi rappresentano anche importanti fattori prognostici. Frequenti
le alterazioni cromosomiche numeriche (iperploidia 30% pazienti,
pseudodiploidia nel 30-50%). Aberrazioni strutturali cromosomiche
non random più frequenti: t(9;22), t(4;11), t(8;14), t(1;19),
6q-, t(11;14), t(7;14)
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PROGNOSI
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Principali fattori
prognostici (in termini di durata delle remissione e sopravvivenza)
allesordio:
Età: la prognosi peggiora con laumentare delletà,
i bambini sono i soggetti a migliore prognosi
Leucocitosi: valori superiori a 25-35000/mmc alla diagnosi sono
considerati sfavorevoli
Morfologia dei blasti: citotipo L3 sfavorevole rispetto a L1-L2.
Immunofenotipo dei blasti.
Citogenetica: sono sfavorevoli i cariotipi abnormi, in particolare
la presenza di alcune traslocazioni rappresenta un fattore di rischio
significativo t(9;22), t(4;11), t(8;14).
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TERAPIA
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Trattamento
di induzione con Daunomicina, Vincristina, L-Asparaginasi e steroide.
Il successivo trattamento di consolidamento è diversificato
a seconda del gruppo di rischio della malattia. Per i pazienti ad
alto rischio è previsto, quando disponibile, il trapianto
allogenico da donatore consanguineo o da donatore non consanguineo
nei pazienti in giovane età. Lesecuzione del trapianto
autologo viene presa in considerazione per i pazienti con malattia
ad alto rischio senza la disponibilità di un donatore.
Linibitore della tirosin-chinasi, STI571, può essere
utilizzato in pazienti con positività per il cromosoma Philadelphia
allinterno di studi clinici controllati.
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